L’adolescenza è un tempo fragile e potente. È il momento in cui l’identità si definisce, si mette in discussione, si apre al mondo. È il tempo delle domande radicali, delle scelte che iniziano a pesare, dei sogni che cercano spazio. È anche il tempo in cui troppi ragazzi e ragazze vengono lasciati soli, ignorati, marginalizzati. Un tempo che può diventare occasione di crescita o di ferita, di apertura o di chiusura, di fiducia o di abbandono.
Nel nostro lavoro quotidiano, incontriamo adolescenti che vivono in contesti di povertà educativa, di precarietà affettiva, di esclusione sociale. Troppi di loro non trovano luoghi dove esprimersi, dove essere ascoltati, dove sentirsi parte. Troppi si sentono invisibili. Eppure, sono loro che ci stanno dicendo — con le parole, con i gesti, con i silenzi — che qualcosa deve cambiare. Che vogliono partecipare. Che vogliono contare. Che non vogliono essere solo destinatari di interventi, ma protagonisti di trasformazioni.
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